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EvolutivaMente, perché il Cambiamento è Crescita




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Percorsi di Ristrutturazione Cognitiva

 
La nostra mente è attraversata da innumerevoli pensieri, la maggior parte dei quali "automatici", inconsapevoli.
Possiamo imparare però a riconoscere, e soprattutto modificare, i pensieri che ci impediscono di raggiungere e mantenere un benessere duraturo. Imparare a gestire i nostri pensieri è fondamentale, perché i pensieri influiscono direttamente sulle nostre emozioni e, di conseguenza, sui nostri comportamenti.
La ristrutturazione cognitiva è una tecnica basata sull’individuazione dei pensieri disfunzionali e poi sulla modificazione degli stessi.
Nel momento in cui facciamo delle inferenze possiamo commettere degli errori, relativi sia alle caratteristiche dello stimolo sia alle sue determinanti. A lungo andare il ripresentarsi in maniera costante di pensieri negativi, irrazionali, "disfunzionali", può avere conseguenze sia sul benessere della persona che sulle sue relazioni interpersonali.

SCULACCIONI? MEGLIO UN’EDUCAZIONE POSITIVA

Un recente ricerca, pubblicata su un giornale americano, riapre la questione degli sculaccioni ai bambini. La ricerca spiega che i bimbi che subiscono punizioni corporali, tra cui sono ricompresi gli sculaccioni, sono soggetti più degli altri al rischio di sviluppare da adulti, ansia, depressione ed altri problemi di salute mentale, anche se non hanno mai subito abusi veri e propri o possono dirsi maltratti.


La ricerca evidenzia che negli Stati Uniti il 70% dei genitori intervistati ritiene che ogni tanto i bambini abbiano bisogno di uno sculaccione.

Non abbiamo dati italiani, ma credo che in Italia le statistiche non siano molto differenti.

Eppure, ricevere sculaccioni non fa bene a nessuno.

La dottoressa Mc Carty, pediatra americana, spiega in un suo articolo che la maggior parte dei genitori, quando da’ uno sculaccione è convinto di fare la cosa giusta, e, in genere, si tratta di ottimi genitori che amano i loro figli.

La dottoressa Mc Carty, spiega che, spesso, i genitori danno uno sculaccione al proprio figlio quando ritengono non ci sia più altro da fare. Così, vedono lo sculaccione come il modo per far capire ai  figli che “fanno sul serio”. Eppure, gli studi più recenti dimostrano che gli sculaccioni non sono più efficaci di altri metodi “di correzione” ma producono effetti che certamente i genitori non desiderano.
Gli studi più recenti dimostrerebbero – continua la dottoressa Mc Carty - che non solo i bambini che hanno ricevuto sculaccioni sarebbero più inclini a sviluppare da adulti disturbi come l’ansia, ma sarebbero anche meno capaci di gestire il loro carattere: perché gli adulti, in genere, danno gli sculaccioni nei momenti in cui non riescono più a controllarsi.Non solo, un altro effetto collaterale piuttosto frequente dei bambini che ricevono gli sculaccioni – racconta la dottoressa – è che picchiano più spesso gli altri bambini. Questo perché quando si dà uno sculaccione ad un bambino, gli si insegna che picchiare va bene e soprattutto che è giusto che un grande picchi un bambino.

Insomma, sicuramente non tutti i bambini che ricevono gli sculaccioni sono destinati a diventare degli adulti depressi, ansiosi o violenti. Certo è che lo sculaccione umilia e produce più effetti collaterali che benefici, primo fra tutte, l’insegnamento che picchiare si può: allora, perché non cercare un’altra via, magari più costruttiva per educare i nostri figli?

www.siamodonne.it

RECENSIONE: “TUTTI I SÌ CHE AIUTANO A CRESCERE” DI SARAH CERVI


Ci avete impiegato anni ad imparare a dire di no ai vostri figli, a stabilire le regole e i limiti giusti per creare un ambiente stabile ed evitare di viziarli. Bene, è il momento di affrontare una nuova sfida: imparare a dire di sì.



Secondo Sarah Cervi, l’autrice di “Tutti i sì che aiutano a crescere”, un permesso ben calcolato fa più miracoli di tanti divieti, responsabilizza e dà fiducia, dando al bambino la possibilità di mettersi alla prova in modo positivo. La filosofia che sta sotto quest’idea, come spiega la stessa autrice, è quella usata anche in psicoterapia, dove l’obiettivo non è tanto distruggere ciò che non va bene quanto far fiorire quello che di buono già c’è.



Non preoccupatevi, ciò non vuol dire che tutti i no che avete detto fino adesso siano stati vani, anzi: ciò che Sarah Cervi consiglia non è dire sì in modo indiscriminato, lasciando il bambino in balia di se stesso, ma imparare a bilanciarlo con il no in modo equilibrato. Un piano ben definito di regole entro il quale il bambino può muoversi con sicurezza, quindi, è la base necessaria affinché i sì possano essere davvero costruttivi.



Tra tutti i vari tipi di sì che l’autrice indica nel suo libro (come quelli, appunto, preziosi per la responsabilizzazione), sono molto interessanti quelli che riguardano l’aspetto emotivo del bambino. A volte i genitori tendono a considerare i piccoli come un’estensione di sé oppure come degli adulti incompleti. Nulla di più falso: è vero, l’infanzia è una fase di crescita e formazione ma i bambini sono già persone a 360 gradi e non bambole, hanno un loro carattere definito, le loro emozioni e i loro pensieri e il compito degli adulti non è quello di cambiarli quanto di insegnar loro a convivere al meglio con il mondo che li circonda. Quindi sì ai sentimenti di rabbia, paura o disaccordo (sapendoli, però, gestire), sì alla tristezza, sì ai propri gusti e ai propri talenti, anche se non sono quelli che gli adulti si aspettano da loro. Imparare a gestire le emozioni e a comunicarle in modo efficace permetterà al bambino di oggi di diventare un adulto equilibrato, profondamente consapevole di se stesso e delle proprie capacità.



In “Tutti i sì che aiutano a crescere”, Sarah Cervi ci accompagna dei sì specifici a tutti gli stadi della crescita, dall’infanzia all’adolescenza, senza dimenticare i consigli su come comunicare i permessi in modo efficace, senza che sembrino mancanza di fermezza.



Nessun problema, quindi, se avete passato mesi e mesi ad impostare un po’ di disciplina in casa vostra: per una volta, i sì non sono in antitesi ai no ma il loro naturale completamento, la loro prospettiva positiva. Il mestiere di genitore è il più difficile del mondo ma riuscire a farlo con un sorriso (e qualche consiglio) rende più felici tutti – da noi adulti fino ad arrivare a loro, i bambini, la nostra incredibile fonte sia di stress incommensurabile che di pura gioia

CORSO PER GENITORI 2011 -BRACCIANO





12-26 marzo 2011

CORSO per GENITORI
"Il difficile mestiere di genitore"
III edizione- Bracciano

I capricci, le resistenze nell’inserimento scolastico, le difficoltà nell’addormentamento, le paure, le reazioni emotive alla separazione dei genitori, l’ansia da separazione, la gelosia tra fratelli, le manifestazioni di aggressività, la fase “dei no”, il passaggio alle scuole elementari, i problemi scolastici… questi ed altri argomenti verranno affrontati durante questo corso rivolto ai genitori che desiderano trovare delle risposte alle loro domande e ai loro dubbi, ai genitori che sentono l’esigenza di confrontarsi con altri genitori, che desiderano mettersi in discussione in un percorso di gruppo che si svolgerà con una modalità che spazierà da interventi in-formativi di tipo teorico ad esperienze di training, dal counselling al problem-solving.


Gli obiettivi di questo corso sono:

 apprendere i principi base della comunicazione al fine di potersi relazionare nel modo più efficace ai propri figli;

 trovare delle alternative ai comportamenti inefficaci o inadeguati che a volte si mettono inconsapevolmente in atto nella gestione dei figli;

 imparare a conoscere meglio le proprie emozioni e i propri processi di pensiero;

 apprendere alcuni spunti sui bisogni evolutivi e le fasi di sviluppo dei propri figli;

 imparare come insegnare ai figli la gestione delle emozioni.


Destinatari

Genitori in coppia o single. Numero massimo di partecipanti 10, numero minimo 5.

Metodologia

La metodologia utilizzata sarà di tipo teorico-esperienziale e le correnti teoriche di riferimento l’Analisi Transazionale (AT) e la teoria Umanistica di Carl Rogers e Thomas Gordon.

Sede e Durata del corso
Il corso ha sede in Roma (zona villa Ada-Parioli) e avrà una durata di 6 ore suddivise in 2 giornate. Le date del corso sono: 17 e 24 Novembre 2010, orario 16-19.


SONO APERTE LE ADESIONI